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Author Topic: Forum http://gigionetworking.wordpress.com/2007/10/27/sette-anti-cancro-o-s  (Read 2055 times)

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http://gigionetworking.wordpress.com/2007/10/27/sette-anti-cancro-o-stampa-di-regime/

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Angolo del Gigio
Ottobre 27, 2007
Vittorio Feltri e “Libero” una “Vergogna” sotto gli occhi di tutti!
Archiviato in: Blogroll, Ente mafiosissimo, GRANDE ITALIA, Giornalismo Spazzatura, Giornalisti Mutanti, Grandi Donne, Grandi Uomini, Innovazione, Italia, Libertà, Pagine Utili, Vittorio Feltri — Tag:Cura Cancro, Libero, Medicina Alternativa, Mielomi, Nuove Cure, Paraculismo imperante, Sarcomi, Sette anti-cancro, Vittorio Feltri — Italiano Liberale @ 12:09 am

Sette anti-cancro, o stampa di Regime?
Marcello Pamio – 26 ottobre 2007

Domenica 14 ottobre 2007 il quotidiano nazionale “Libero” si è occupato finalmente di noi.
In che termini potete già immaginarlo dal titolo: “Il ministero boccia la setta anti-cancro”.

Il merito va tutto al convegno che abbiamo organizzato sulla “Libertà di scelta terapeutica” tenutosi a Padova il 7 ottobre scorso.
Il tema centrale dell’articolo (scaricabile alla fine della pagina) è sempre il solito: attacco sistemico e sistematico (ovviamente preordinato) a tutto quello che esce dal paradigma ufficiale, che può mettere in seria crisi l’establishment medico-scientifico e soprattutto le lobbies del farmaco.

L’ordine di scuderia è il seguente: abbattere tutto quello che può far “svegliare le coscienze”!

L’esperto di medicina Peppe Rinaldi (autore di numerose inchiesta su tutto ciò che è alternativo) ha dissacrato la Nuova Medicina Germanica del dottor Geerd Ryke Hamer sparando a zero su tutti i suoi “seguaci” italiani, cioè su tutti quei Medici che in Scienza e Coscienza portano avanti la vera e unica arte medica, il Giuramente di Ippocrate e per ultimo la Dichiarazione di Helsinki (1964, Associazione Medica Mondiale. Articolo 5: (…) “il medico, con il consenso informato del paziente, deve essere libero di usare mezzi preventivi, diagnostici e terapeutici non provati o nuovi, se a giudizio del medico essi offrono speranza di salvare la vita, ristabilire la salute o alleviare la sofferenza”).

Sempre secondo il Rinaldi (che oltre a scrivere nel prestigioso quanto indipendente quotidiano milanese diretto da Vittorio Feltri, mette a disposizione la sua penna anche per il salernitano “Cronache del Mezzogiorno”), questi ‘stregoni della psiche’ o ‘sciamani delle case popolari’ (il corsivo è mio), che contemplano nella malattia non solo il corpo fisico ma anche gli aspetti più intimi dell’essere umano, come la psiche e la mente, sono pericolosi, e sapete perché? Lo dice in apertura del suo pezzo giornalistico: «In Europa sono 140 i morti, di cui 11 solo in Italia, finora. Tutti si curavano con la Nuova Medicina Germanica»!

Dopo aver sottolineato che in Italia sono ben 11 le morti, si dimentica però di dire quante sono le persone che ogni anno muoiono, sempre in Italia, a seguito dei trattamenti ufficiali per il cancro, quali radio, chemioterapia e chirurgia.
Come mai questo vuoto informativo?

Forse perché se comparava le 11 morti in Italia con le 150.000 ufficiali, e le 140 in Europa con 1.700.000[1], sempre ogni anno, il suo articolo perdeva di efficacia?
L’obiettivo si sfuocava?


Nonostante la tristissima realtà delle cure ufficiali - nemmeno sfiorata dal giornalista - ci si sofferma solo sulle 11 morti (tutte comunque da verificare singolarmente), causate da percorsi terapeutici non ortodossi e quindi esecrabili a priori (anche se la persona ha scelto di sua spontanea volontà, firmando il consenso informato).
Come detto: tutto ciò che può mettere in crisi il Sistema va bandito, screditato, attaccato mediaticamente, e i giornali lo sanno fare molto bene.

Il Sistema in questo caso è molto complesso, perché comprende non solo le carriere baronali delle università e le immancabili lobbies del farmaco (un solo ciclo di chemio costa circa 500 dollari. Una singola fiala di cisplatinum per fare un solo esempio, costava 1 milione di vecchie lire!), ma anche tutto l’enorme indotto che spazia dagli istituti di cura, alle cliniche private, alle visite, ecc.

Un giro di affari difficilmente calcolabile.

Forse di cliniche private il signor Peppe Rinaldi dovrebbe saperne qualcosa visto che il suo editore (il proprietario del giornale Libero), cioè la famiglia Angelucci, è proprietaria della Tosinvest Sanità, che rappresenta un leader nella assistenza sanitaria a livello nazionale!!!
Tosinvest infatti è il re delle cliniche private in Italia, secondo solamente al gruppo Rotelli (dell’ing. Giuseppe Rotelli presidente del gruppo ospedaliero San Donato).

E quando parlo di reame intendo proprio quello:

26 strutture accreditate a livello nazionale (San Raffaele Portuense, San Raffaele Nomentana, San Raffaele Cassino, San Raffaele Velletri, San Raffaele Termini, Villa Buon Respiro, San Raffaele Sulmona, San Raffaele Rocca di Papa, San Raffaele Montecompatri, San Raffaele Trevignano RSA, Villa Monica RSA, San Raffaele Torricella, San Raffaele Alberobello, San Raffaele Andria, San Raffaele Sannicandro, San Raffaele Alessano, San Raffaele Crispiano, San Raffaele Locorotondo, San Raffaele Campi Salentina,San Raffaele Modugno, San Raffaele Troia, San Raffaele Ostuni, San Raffaele Sabaudia), Residenze Sanitarie Assistenziali e Hospice (luoghi di accoglienza e ricovero per malati terminali, soprattutto malati di cancro!)
Lungi da me l’idea che un giornale come Libero venga utilizzato come testa d’ariete per demolire tutto quello che potrebbe compromettere gli affari di famiglia…
Non mi è neppure passato per l’anticamera del cervello.

Però dico al giornalista che ha firmato l’articolo e al suo direttore Feltri che ne ha avallato la pubblicazione, di portare maggior rispetto, non ai Medici che in Scienza e Coscienza portano avanti l’Arte Medica (loro rispondono alla propria Coscienza e a quelle dei propri assistiti), ma alle centinaia di migliaia di persone che ogni anno vengono colpite dalle malattie degenerative come il cancro!
Cosa rispondete loro? Quale messaggio avete il coraggio di dare?


Siete perfettamente a conoscenza dei grossi limiti della medicina materialistico-riduzionista (se non li conoscete cambiate argomento per cortesia): un fallimento di oltre trent’anni su tutta la linea, lo dicono i fatti e non le parole. Lo dicono i loculi e le tombe che ogni anno prendono posto. Decenni di inutili trattamenti e sofferenze e perché?
Perché il pensiero riduzionista, materialista e meccanicista è penetrato nei gangli vitali della scienza medica, riducendo l’essere umano in solo corpo fisico: cellule e organi.
Così facendo però non vi potranno mai essere dei risultati - e infatti non ci sono, nonostante le incoraggianti parole dei giornalisti e dei luminari di turno - ma solo sofferenza e dolore.

Anche voi giornalisti, una volta per tutte, prendetevi la responsabilità di quello che scrivete, ma non davanti al magistrato, troppo comodo per chi ha potere e soldi, ma davanti alle coscienze e alle sofferenze delle persone umane.
Esseri umani composti sì da corpo fisico, ma anche da anima o psiche (mondo dei sentimenti) e spirito (l’essenza spirituale individuale). Troppo difficile da capire?
Lo so che è più semplice vedere l’uomo come un ammasso cellulare fine a se stesso: è tutto tremendamente più semplice, ma quando ci tocca una malattia grave come il tumore - caro Peppe Rinaldi – l’arroganza, preconcetti e pregiudizi, forse è meglio metterli da parte, lasciando parlare il Cuore

“Guai a quel medico che cura il corpo senza aver curato la mente, giacché da essa tutto discende” (Socrate citato da Platone, 480 a .C.)

[1] Annals of Oncology, AIMAC, Associazione Italiana Malati di Cancro. http://www.aimac.it/notizie/visualizza.php?id_articolo=6814
—————-

Articoli dello stesso autore Peppe Rinaldi


- Il ministero boccia la la setta-anticancro Libero 14 ottobre 2007
- Il pensiero cura il tumore. L’ultima truffa new age Libero 25 settembre 2007
- Cancro a Salerno spuntano strani guaritori “Cronache del mezzogiorno” 6 aprile 2007
Se volete scrivere, ecco gli indirizzi della redazione di Libero:

Redazione Milano, Viale L. Majno, 42 - 20129 Milano
Telefono: 02 / 999.666
Fax: 02 / 999.66.264
redazione@libero-news.eu

Redazione Roma, Via Barberini, 50 - 00187 Roma
Telefono: 06 / 999.333
Fax: 06 / 999.33.443

Tratto da: www.disinformazione.it

N.d.Bloggher: Il titolo è mio, e nasce dall’indignazione che mi sale dentro leggendo questa ingiustizia vergognosa che ciclica dai tempi di “Di Bella” attanaglia l’Italia, in mano a “Vergogne” come Feltri & Simili, finti “Liberisti” repubblichini fascio-P2isti.

Gigio
4 commenti »
 

Feltri è una persona disgustosa, io non riesco nemmeno a guardarlo quando (per fortuna ora che siamo tornati in Democrazia Mediatica in RAI molto, ma molto meno) lo vedo nei salotti RAI a fare il dispensatore di liquami abominevoli con quella boccaccia sporca e unta di lecchinismo misto a merdosità-patologica, lui li che dall’alto del podio iconoclasta che si è ritagliato, dispensa, dicevamo il nulla!

IL NULLA PIU’ ASSOLUTO!

Lui è li, lui esiste solo per offendere ciò in cui noi crediamo, lui esiste solo per attaccare a comando quando i suoi padroni corrotti e vigliacchi glielo ordinano, e sempre all’ordine di chi gli chiede di incamerare “Moggi perchè parli poco o niente di Silvio”, “Il nuovo Farina, perchè si dimentichi il vecchio (che lavora ancora per lui comunque), per inglobare “Salvo Sottile” silurato per “Concussione Sessuale” e via discorrendo!

SE SEI FECCIA, IN “LIBERO C’E POSTO PER TE’, PER LA POSTA C’E’ MARIA!!!

Commento di Lella — Ottobre 27, 2007 @ 8:52 am
 

Feltri è un berlusconiano imbarazzante. Continua a sparlare dei comunisti e non si vergogna di appoggiare un piduista (1816 codice e.19.78, gruppo 17, fascicolo 062), fascista (ben 5 neofascisti nel suo primo governo), mafioso (mangano vittorio il capo della mafia anni settanta “invitato a casa sua”).
Non parlate di propaganda, la vostra è propaganda, con la scusa dei comunisti agite a vostro piacimento
Una vera vergogna.
Come dice totò: “ma mi faccia il piacere”.

Commento di andrea — Ottobre 27, 2007 @ 2:31 pm
 

bravo! è ora di sentire qualche voce che illustri chiaramente le mistificazioni perpetrate dalle mafie della sanità industriale!

Commento di gabriele martelli — Ottobre 31, 2007 @ 2:39 am
 

“Nomen omen”, dicevano i latini. E di certo non ci si può aspettare qualcosa di diverso da un sito che fa della disinformazione la propria bandiera. Per fortuna esiste ancora la logica (anche se non tutti ne fanno uso). Ma andiamo con ordine.

Il signor Pamio -del quale parleremo più avanti- afferma che il tema dell’articolo di Peppe Rinaldi sia un “attacco sistematico a tutto quello che esce dal paradigma ufficiale”, chiamando in causa le solite lobbyes del farmaco. A tutto questo aggiunge, con una leggerezza che dà il polso della sua ignoranza logico-grammaticale, che tale attacco è “ovviamente preordinato”. Fa specie che chi si erge a paladino della verità e della libertà possa esprimere tali giudizi senza motivarli. In altre parole, pregiudizi. Vorrei sottolineare, per quei pochi che hanno ancora un intelletto da esercitare, come il tema dell’articolo non sia affatto un attacco a ciò che è “fuori dalle regole”, ma un attacco a teorie mai provate che portano alla morte di molte persone. Il che dovrebbe essere un imperativo categorico di ogni giornalista, ma mi rendo conto che è molto più facile credere alla teoria del complotto.

Teoria che consta di una semplice osservazione: Rinaldi scrive su Libero, l’editore di Libero è la famiglia Angelucci, la famiglia Angelucci è proprietaria di Tosinvest, la Tosinvest ha tra le sue principali attività quella di cliniche private. Ergo: Angelucci ha ordinato a Rinaldi di “sparare a zero” sui seguaci di Hamer. Se il buon Pamio avesse approfondito un pelo la sua “sconvolgente” e “dettagliata” osservazione, avrebbe osservato come Peppe Rinaldi si sia interessato alla questione inizialmente su “Cronache del Mezzogiorno”, quando co-firmammo il primo articolo. E lo fece su mia segnalazione, dopo che -da buon “grillaccio”- mi ero imbattuto nei deliri dei vigliacchi che frequentano questo forum (vigliacchi perché non hanno il coraggio di firmarsi con nome e cognome. Vedremo poi anche questo aspetto più in dettaglio). Pensare quindi all’ennesimo complotto non solo è stupido (in quanto non viene fornita una sola prova di quanto si afferma, ma in questo gli hameriani sono dei veri esperti) ma è anche palesemente falso, in quanto la successione logica degli eventi dimostra l’esatto contrario.

Ma facciamo un passo indietro. Il nostro “esperto di medicina” Marcello Pamio afferma che Rinaldi sia “autore di numerose inchieste su tutto ciò che è alternativo”. Ancora una volta, dove sono le prove? Può questo “esperto” citarmi almeno una inchiesta di Rinaldi che va in tal senso? No, perché non ne esistono di analoghe (Peppe RInaldi è una brillantissima penna di politica, costume e cronaca). Ancora una volta, non conta “il dato”, ma l’impressione che si può ingenerare nel lettore. Questo può andar bene per una recita scolastica, ma di certo non può valere in un ragionamento. Il buon Pamio cita poi la dichiarazione di Helsinki, estrapolando un pezzo molto suggestivo: il medico può tentare cure non provate, per salvare la vita del paziente. Ma omette di dire che la stessa dichiarazione vieta in modo categorico di far soffrire inutilmente i pazienti. E non mi sembra che negare la morfina sia un “atto d’amore”, se non in senso fideistico di chi è annebbiato dalla propria convinzione e accusa gli altri di non vedere “la verità”. Tutto già visto, grazie. In ogni caso un medico si assume la responsabilità dei trattamenti che applica sul paziente: se ci sono evidenze scientifiche che l’acqua oceanica non può guarire dal cancro, egli non può applicarla. Altrimenti torniamo allo stesso discorso del “proviamo la terapia del formaggio svedese”. Hamer, inutile sottolinearlo ancora una volta, non presenta una sola prova scientifica, anzi nega il concetto stesso di principio scientifico. Ma di tutto questo mi riservo di parlarne più in là.

La “comparazione delle morti”, che compare a metà del flusso di coscienza del nostro Pamio, è uno dei punti su cui maggiormente insistono i seguaci di Hamer quando si vedono alle strette. Il ragionamento è questo: muoiono un sacco di persone per cancro, anche se curate con la medicina ufficiale; per cui che differenza possono fare 140 in più o in meno? La malafede di questi imbonitori di bassa lega si esplica tutta in questo punto. E cioè omettono di dire che le percentuali di successo su tutti i tipi di tumore è del 55% (fonte), ovvero esistono tumori per i quali è molto difficile sopravvivere ed altri che si curano quasi sicuramente. Dove sono i malati di tumore guariti da Hamer? Eppure se 140 sono i morti -finora- documentati, che dovrebbero corrispondere al 2% del totale di quanti hanno seguito l’ex medico tedesco, in giro per l’Europa dovrebbero esserci almeno 6860 pazienti affetti da cancro del tutto guariti. Come mai non se ne riesce a trovare uno? E’ presto detto. Costoro non possono “rivivere” il conflitto che ha scatenato il cancro. Per questo preferiscono non rischiare, e testimoniare di essere “guariti” senza addurre prove. Ma quanti di questi “miracolati” ha fatto qualche analisi specifica? Se leggiamo le “testimonianze” sparse su internet, la maggior parte di queste persone si auto-diagnostica un tumore e si auto-definisce guarita. Basta poco, un rigonfiamento sulla gamba, per pensare al peggio. Dopo un mese passa tutto, e si va in giro ad urlare che “Hamer mi ha guarito da un tumore!”. Del resto non fa meraviglia questo assurdo logico: per questi cialtroni è la paura degli esami a provocare le malattie, specie tumori al polmone (paura di morire). E’ un cane che si morde la coda: non faccio esami ma mi dico ammalato, non parlo della mia malattia ma mi dico guarito. E chi ha invece davvero una malattia seria si entusiasma, agogna qualcosa in più di quello striminzito 55% (dentro o fuori, testa o croce) ed è disposto a seguire qualunque cosa. Del resto c’è sempre quella che io chiamo “la sindrome del compilatore del dizionario”: troviamo naturale non trovare errori su un dizionario, senza considerare il gran lavoro che c’è alle spalle, ma ci scandalizziamo se ne troviamo appena uno. Così è per i medici: ci aspettiamo che ci guariscano, lo troviamo giusto, normale, opportuno, quasi naturale ed automatico. Ma quando si fa parte della metà sbagliata, tutto cambia. Altro discorso è quello sulle lobbyes dei farmaci, sui quali torneremo.

Le 11 morti di cui si dà conto nell’articolo sono tutte ben documentabili, e molte di loro fanno esplicito riferimento all’associazione Alba ed al suo presidente-ex-barista, Marco Pfister. Pfister che, guarda caso, si è sempre sottratto al dibattito come il suo omologo salernitano Lorenzo Allocco, o come il medico specializzando Benedetto L. di Crotone. Uno ha curato la madre con la radioterapia (dov’è la “Scienza e Coscienza” di questo medico?), l’altro non si è fatto più vivo quando ha intuito che il paziente stava morendo; uno ha dato disposizioni telefoniche senza effettuare uno straccio di visita, l’altro è andato in vacanza ai Caraibi mentre il paziente brancolava nel buio, ma “è un conflitto di partner”, mica metastasi che devastano tutto il corpo! Sarei ben lieto di analizzarle singolarmente col signor Pamio, con Pfister, con Toneguzzi (che al pari dei suoi “amichetti” sbraita di complotti senza portare uno straccio di prova. Tra l’altro quest’ultimo afferma che gli articoli sono “falsi”, ma entrambe le testimoni hanno già sottoscritto come quanto riportato corrisponda a verità. Una verità documentabile, per sfortuna del signor Toneguzzi, una verità sulla quale ci confronteremo in un prossimo futuro).

Il signor Marcello Pamio basa la sua “indagine” sull’associazione di idee tra l’autore dell’articolo e l’editore di “Libero” (ignorando che gli articoli sono apparsi dapprima su “Cronache del Mezzogiorno”, e voglio proprio vedere a quali voli pindarici riuscirà a collegare me e il mio giornale), ma omette di dire che lui è il fondatore di disinformazione.it (nel quale teorizza complotti su complotti, dall’11 settembre al signoraggio per finire alla vera identità di Qui, Quo e Qua), che sbraita anche su RadioGamma5 (dove ospita anche una dottoressa esilarante, che cura con la parola: diagnosi telefoniche, ancora una volta. E c’è chi si fida, purtroppo) e che è compartecipe delle edizioni “Il Nuovo Mondo”, oltre che autore dell’ennesimo libro sui complotti mondiali. Insomma, chi ha da guadagnare da questa storia è proprio lui e non certo Rinaldi, che -purtroppo per lui- viene pagato quanto stabilito dai contratti nazionali dei giornalisti. Una miseria, ve lo dico io. Ma esistono ancora persone come lui, e come me, che agiscono seguendo la propria etica: e l’etica è incorruttibile. Molti pensano che i seguaci di Hamer, tutto sommato, siano inoffensivi. E che chi ci casca, ben gli sta. Ma non è così. Tutti noi possiamo essere disperati di fronte ad un evento traumatico come quello di un tumore, o di una qualunque grave malattia. Che questi cialtroni si prendano gioco di una persona -solo in quel momento- mentalmente destabilizzata, è qualcosa che fa letteralmente orrore.

Altro conto è quello sulle lobbyes del farmaco: e chi le ha mai negate? Chi nega che dietro l’uso spropositato di farmaci esistano interessi da capogiro? Ma non capisco come questo possa automaticamente avallare le teorie di Hamer. Nella medicina (e nella vita, direi) non si ragiona per sottrazione: se anche la medicina (e non il “sistema medicina”, che è tutt’altra cosa) fosse completamente fasulla, resterebbe da dimostrare la validità delle ipotesi di Hamer. In sè, intrinsecamente. Ma al di là di alcuni aneddoti, spesso piuttosto confusi (come il caso di Luca Ricci che aveva attribuito al proprio genitore una diversa associazione malattia-conflitto rispetto a quanto affermato da Hamer, ma ugualmente trovata “in maniera esatta”), non si ha una sola prova di quanto questi imbonitori affermano. Ed anche qui troviamo una spiegazione (il)logica: le prove non si trovano perché il metodo scientifico è una menzogna. A “dimostrarlo” è l’ottimo professor Hans-Ulrich Niemitz, insegnante di archeologia e storia umana (un personaggio “sui generis”, convinto che ci abbiano “rubato” un paio di secoli nel MedioEvo. Ma sono sottigliezze). In una lettera piuttosto confusa Niemitz (né medico, né scienziato, né filosofo) afferma che il principio scientifico è da buttare, mentre le “leggi” di Hamer sono valide. Una sua posizione personale, che va ad aggiungersi alla sua teoria dei “secoli fantasma”, ma nulla più. In ogni caso, non si capisce come il principio scientifico non sia valido quando dimostra -ad esempio- che i tanto odiati ebrei (odiati da Hamer, ovviamente) si ammalino e muoiano esattamente come in tutte le altre parti del mondo; mentre è validissimo quando conta il numero dei pazienti morti per cancro. Ma con gli hameriani bisogna abituarsi a questo tipo di pensieri, come quello della Brigliadori secondo cui “è l’anima a consumare la maggior parte delle calorie” (se è così, allora ho un’anima molto affamata!). Ma in questo modo si scade nella “medicina materialistico-riduzionista”! Non si tiene conto dell’anima: che scandalo! Il signor Pamio dovrebbe sapere (e se non è così, che cambi mestiere, per cortesia. Aver lavorato a Nexus non lo rende certo automaticamente un filosofo) che l’aver separato le due componenti è un traguardo delle scienze moderne. Ciò non significa che la scienza non includa l’aspetto spirituale: come dice Zichichi “io studio l’ordine delle cose, ma ignoro chi abbia dato quest’ordine”. Nè tutto si riduce ad una mera concatenazione causa-effetto (che è stata superata nella filosofia della scienza già negli anni Cinquanta. Anche in questo caso, se Pamio non sa di cosa sta parlando, che cambi pure mestiere).: il principio cardine è sempre la riproducibilità dell’evento, che può essere discusso ed osservato all’infinito. Con Hamer, invece, dobbiamo accontentarci di aneddoti e millantate “prove” mai esposte. Una situazione schizofrenica: da un lato la medicina ufficiale - con tutti i suoi limiti umani, le depravazioni, gli interessi economici; ma anche la capacità di potersi mettere in gioco ad ogni nuova scoperta, e di essere discussa (secondo il metodo popperiano) e tutto sommato alla luce del sole (perché se ne state a discutere vuol dire che quegli esami,l pagati o meno dalle case farmaceutiche, li avete sotto gli occhi. Dove sono le decine di migliaia di Tac di cui Hamer si dice in possesso?); dall’altra parte invece c’è un sistema chiuso, fideistico, che ha l’ambizione di essere provato ma allo stesso tempo nega il metodo che dovrebbe provarlo (ovvio: bisogna “provare” il sistema con le regole interne al sistema stesso, altrimenti cade tutto subito come un castello di carte). In circostanze normali (ed in un paese normale) cialtroni del genere verrebbero presi a calci senza tante discussioni. E invece internet dà l’ebbrezza di poter disvelare ogni segreto, di conoscere complotti mondiali di cui siamo vittime e che in qualche modo giustificano la vita gretta in cui qualcuno di noi è costretto a vivere (non io, per mia fortuna intellettuale). Se a questo si aggiunge un evento traumatico come il cancro, e “certezze” di guarigione al 98%, è facile capire il “capovolgimento logico” (parafrasando un titolo) in cui queste persone si fanno facilmente irretire.

La signora Federica Vavassori, una delle testimoni di cui si parla negli articoli citati, ha voluto «aggiungere solo tre cose: Marcello Pamio parla di “percorsi terapeutici non ortodossi e quindi esecrabili a priori (anche se la persona ha scelto di sua spontanea volontà, firmando il consenso informato)”. Eppure, né il sito di Alba, né il sito della NMG presentano tale modulo di consenso informato, che informi appunto delle conseguenze della scelta della NMG per il paziente (sopportare dolore acuto senza analgesici; predisporre un’assistenza domiciliare), per i familiari (prestare assistenza psicologica continuativa) e che illustri le possibili conseguenze negative (incapacità del soggetto di risolvere il conflitto psicologico e conseguente morte), corredate dalle relative percentuali di successo ed insuccesso dei soggetti che si sono fino ad oggi affidati a questo tipo di percorso terapeutico. Al contrario, “l’establishment medico-scientifico e soprattutto le lobbies del farmaco” predispongono abbondante letteratura in merito agli effetti collaterali e alle percentuali di successo ed insuccesso e li sottopongono ai pazienti e ai loro familiari. Menziona il “giro di affari difficilmente calcolabile” legato alla medicina tradizionale come se si trattasse di uno scandalo: è evidente che il lavoro prestato viene retribuito, così nella medicina tradizionale come nella NMG; e che più alto è il numero delle persone, i progetti di ricerca, le strutture tecnologiche che vengono impiegate, e più alti sono i denari che vengono impiegati. L’importante non è il giro d’affari, bensì il risultato che questo giro d’affari produce: e quando si paragona, per esempio, la mortalità per cancro alla mammella di 20 anni fa con quella di oggi, e si scopre che è passata dal 60% al 10/15%, non si può che riconoscere che il “giro d’affari” è servito a trovare cure adeguate! (Quanto alla famiglia Angelucci, un applauso: ha investito nella sanità, dandoci una speranza, anziché in altri mercati assai più redditizi come l’alimentare, che nuoce a noi popolazione di obesi…. o la cosmesi, o la moda, che riempiono di sciocchezze i cervelli delle ragazzine…. chissà perché a questo non si pensa mai). Egli conclude con l’esortazione: “Anche voi giornalisti, una volta per tutte, prendetevi la responsabilità di quello che scrivete”. Il mestiere dei giornalisti è informare, cioè raccontare dei fatti sulla base di prove verificate: nonostante egli insinui “ci si sofferma solo sulle 11 morti (tutte comunque da verificare singolarmente)”, nessuno dei fatti menzionati negli articoli è stato in seguito smentito. Non si capisce quindi in che modo Peppe Rinaldi sarebbe stato irresponsabile. Alle “centinaia di migliaia di persone che ogni anno vengono colpite dalle malattie degenerative come il cancro”, e anche a noi familiari che con loro soffrono, non interessano le polemiche tra orientamenti medici, né quelle contro i giornalisti, né le insinuazioni in merito a complotti orientati al guadagno immotivato. Dati statistici e prove scientifiche sull’efficacia della Nuova Medicina Germanica: questo ci interessa avere da Marcello Pamio».

Commento di Ilario D'Amato — Novembre 6, 2007 @ 8:43 pm

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Stravolgere i codici, riscrivere le leggi. Su misura. È questo il programma di Silvio Berlusconi per l’autunno. Regista sarà Pecorella. Oggi mente giuridica del centrodestra. E ieri era pure Comunista…
TREDICI DEI PRESUNTI “DIROTTATORI SUICIDI” IN REALTA’ SONO ANCORA VIVI ED ESTRANEI AGLI ATTENTATI
Un po’ di verità sulla Banca Popolare Credieuronord
Una secolare tecnica inglese
Verità sull’uccisione in carcere di Aldo Bianzino
Che fine hanno fatto le leggi vergogna?
Nazione Nucleare - Le armi di distruzione di massa di Israele
 
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